Giovanna Ranaldo

La finestrella

27 gennaio 2007

Questa mattina ho scaricato la posta e già pensavo alla risposta che avrei dovuto mandarti per spiegarti che di muscoli ne ho quanto basta, come per le ricette dove il sale è seguito da quel piccolo e simpatico q.b. Ho letto quest'ultima notizia solo dopo, con calma. Sembrava un sabato da dedicare ai documenti e allo studio, tranquillo, che non mi offriva spunti utili dal punto di vista professionale o affettivo. Invece ho letto queste tue tre righe e ho pensato subito che avevo fatto male a non impensierirmi quando mi hai detto che volevi fare un esperimento. O meglio, l'ho fatto, ma ho creduto che le proporzioni sarebbero state lievi.

Ho aperto la pagina e ho letto il mio nome. Senza accorgermene ho pronunciato ad alta voce: "No, ragazzi non posso crederci, ha colpito ancora. Quest'uomo è peggio di una peste matricolata". Mia sorella, che si stava preparando per uscire nell'altra stanza, è venuta da me dicendo che non mi aveva capita. Le ho risposto che non stavo parlando con lei e che avevo appena ricevuto una sorpresa.

Ha guardato il monitor e mi ha chiesto se si trattava di qualche mio articolo. "Peggio - ho esclamato con imbarazzo - si tratta di una specie di racconto che ho fatto a un amico". Mi ha chiesto di leggerlo e ho visto che ci prendeva gusto. Arrivata al passero è stata un'esplosione di risate, tant'è che si è fermata alla nave senza riuscire a proseguire per via delle lacrime che le scendevano sul viso. La guardavo sorpresa, perplessa, non era commossa, rideva di gusto!

"Aaaah - mi son detta - più matta di lui". Ha concluso che è bello e che dovrei scrivere qualche altra cosa. "Ma chi? - le ho chiesto - io che non ho mai scritto una favoletta in vita mia? Io descrivo fatti accaduti e al massimo analizzo qualche situazione". Lei per tutta risposta, mentre andava via ridendo, mi fa: "No, no Giò (a casa mi chiamano così) questo signor generale ha avuto una bella intuizione, è un tipo in gamba, ti sta conoscendo". Ecco cosa è accaduto a seguito del tuo esperimento.

A questo punto ci ho pensato. Non mi permetto minimamente di scrivere nulla. Sarei legata e, penso, carica di quella costante voglia di far bene che mi stringe, rendendo le mie cose meno buone di quanto possono essere in realtà. Voglio far passare lo stupore per essermi ritrovata artefice di un breve racconto. Ho sempre pensato di non essere in grado di dare qualcosa agli altri, ma semplicemente di riuscire ad analizzare e descrivere i fatti così come serviva a ogni testata. Mi hai aperto una finestrella, non con la quiete di una giornata di sole, ma all'improvviso, come quando una folata di vento spalanca quei vecchi infissi di palazzoni antichi e li fa sbattere sino a quando qualcuno non li va a chiudere.

Fammi sistemare saldamente la maniglia, senza affacciarmi. Ora so che c'è. Appena la curiosità avrà nuovamente il sopravvento proverò a sbirciare dai vetri e forse aprire poco poco. Voglio provare a scrivere qualcosa ma senza condizionamenti. Così come ho fatto per i miei pazzi. Semplicemente, quando ne avrò voglia, piuttosto per raccontarti e non con l'idea di scrivere per gli altri. Credo che perderei di spontaneità.

Ho mandato il link ad alcuni amici fidati, voglio sentire i loro pareri e capire se anche io mi sono ammattita come te e mia sorella. Mah. Sai una cosa? Hai fatto luce su un aspetto di me che non conoscevo e questa è la cosa che maggiormente mi ha stupita e della quale devo ringraziarti. Mi hai fatto un bellissimo regalo generale, grazie, davvero tante grazie. Sono costantemente alla ricerca di ogni piccolo pezzo di me stessa che possa essere perduto o dimenticato, delle cose che non vanno e delle migliorie che posso apportare, per questo il parere delle persone che stimo è fondamentale. Accendere questo faretto su una sfumatura di me posta in ombra, mi ha fatto riflettere. Sei stato abilissimo.

Questo sabato è stato singolare. Alla fine, dopo tutto l'imbarazzo, ho scoperto una cosa nuova di me e questo mi ha innescato il solito entusiasmo. Inoltre mi ha fatto piacere quel tuo "cose così belle". Non la penso allo stesso modo ma, se a te piace, va bene così.