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| Giovanna Ranaldo | |
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Caro Comforcap, Così entrambe se ne andavano qua e là liete della reciproca compagnia. Un giorno, però, la tragica scoperta: la piccola mosca se ne stava stecchita a gambe all'aria al di sotto dello '0'. Brunella tentò di aprire il tachimetro, ma senza riuscirci. Il ‘cadavere’ rimase lì, e forse al momento è in piena mummificazione. Brutta storia Comfocap, è triste ricordarla, infatti Brunella si è fatta scura in volto e io non ho avuto il coraggio di interferire nel suo racconto mentre passava ad altri due episodi ormai sepolti nella mia memoria. Anche Carpy era un animaletto gioioso. Nostro padre l'aveva acquistata in pescheria mezza morta, ma proprio un attimo prima di passare sotto le mani di mia mamma per essere pronta al salto in padella quella grossa carpa dette segni di vita. Inutile dire che mia sorella si prodigò per farla riprendere e così per giorni la vasca da bagno di casa passò in affito a tale Carpy. Brunella fu felice del suo gesto: la filantropia per lei è cosa normale. Ma a mio padre non ci aveva pensato nessuno. Poveretto, se ne stava lì con aria sommessa ogni volta che si faceva la barba e dall'alto del lavandino guardava Carpy felice nella sua vasca da bagno, che probabilmente gli faceva anche qualche sberleffo. Quanto l'aveva desiderata al forno quella carpa? Non si è mai saputo. E sì, perchè una mattina, in assenza della famiglia, il pesce si lasciò andare alla morte, per la disperazione di tutti, mia sorella in testa. Brunella piangeva la cara defunta e mio padre dietro che si disperava perchè così il suo sogno culinario era svanito del tutto. Sono cose che ti segnano queste, non c'è che dire. Mia sorella lo sa bene: ha un animo nobile lei, ma spesso è del tutto incompresa. Come quella volta che aveva deciso di allevare un topolino. Ricordo di non aver mai visto mia madre tanto inquieta. Da piccine trascorrevamo una parte delle vacanze estive nella villetta in campagna. In quel periodo Brunella era parecchio strana, spariva in orari prestabiliti e dimostrava un certo appetito, ma appariva particolarmente felice. Dopo giorni di movimenti e sparizioni, la rivelazione: portava da mangiare al topino che aveva deciso di allevare come un cagnolino, con la pretesa di mettergli anche un guinzaglio e addestrarlo a qualche giochetto. Peccato che quando mamma si accorse del suo interesse le proibì di uscire di casa. L'animaletto non aveva nulla a che vedere con Minnie e Topolino: in realtà si trattava di una zoccola di quasi 50 centimetri che si aggirava nel fondo del vicino. I miei genitori presero subito provvedimenti e ci vollero giorni per spiegare a Brunella che non era il caso di preparare il piattino con il formaggio e sperare di addomesticare un animale del genere. Meglio un gattino, anche se più piccolo di taglia. Ecco solo alcuni episodi salienti dell'infanzia di mia sorella, che il suo amore per gli animali l'ha tramutato in qualcosa di più e oggi è una bella donna di 30 anni, apprezzata istruttrice d'equitazione su tutto il territorio nazionale. Non mangia carne di cavallo, ha allevato gatti, cani e paperotti, ma considera poco simpatiche le lucertole. Dimenticavo, la passione per i topi è passata ... per buona pace di tutta la famiglia. Come vedi, caro Comforcap, non sei il solo. |