Guido Di Vita

Foto in bianco e nero


Sta diventando sempre più freddo
questo asfalto nero e sporco
vorresti alzarti ma
non senti più il tuo corpo
Non riesci a capire
cosa ti è capitato
cos'era quel colpo secco
e quella fitta che ti ha piegato

Vedi la gente scappare
perché non viene ad aiutarti?
hai una divisa addosso
non possono non vederti
Voci sempre più ovattate
dicono che qualcuno ha sparato
e nel mattino sempre più gelido
capisci di essere stato ammazzato

Ti chiedi allora "perché io?
Non ho mai fatto del male a nessuno
Io che sono scappato dalla miseria
in cui vivevo fin da bambino
Volevo un pò di dignità
ho trovato riscatto nel mio lavoro
l'uniforme come pelle,
portata sempre con decoro"

No per Dio così non può finire
hai una moglie dei figli il mutuo da pagare
speri almeno che la tua morte
della solidarietà aprirà loro le porte
E questa speranza
accende un lieve sorriso
poco prima che la luce
si spenga per sempre sul tuo viso

C'erano petali di rose
sparsi ovunque sul selciato
di quella piccola Chiesa
in cui anni prima ti eri sposato
Quanta gente al tuo funerale
quanti proclami in quel piccolo cimitero
ai tuoi è rimasta una lapide
ed una foto in bianco e nero

Trent'anni son passati
da quel giorno maledetto
chi t'ha ammazzato non s'è mai pentito
e da quelle istituzioni per cui sei morto è stato benedetto
Scrive libri
all'università fa il professore
oggi siede accanto ai padroni
ma solo ieri dei padroni era il terrore

Qualche anno di galera
e dice di aver pagato
ma tua moglie ed i tuoi figli
il loro dolore non l'hanno ancora scontato
Trent'anni son passati
e per loro è stato duro
le porte che dovevano aprirsi
sono diventate un muro

Il muro della vergogna
di chi non potrà mai onorare
chi è morto per la Patria
per quello che oramai non è più un ideale
No, a te non dedicheranno
nemmeno quella striscia di asfalto sporco e nero
ed è meglio che di te rimanga solo una medaglia
ed una foto su una lapide in quel piccolo cimitero