Comunicazione

L'intervista impossibile

L'evento
Supponiamo che, a seguito di un evento che ha avuto particolare risonanza in ambito locale o nazionale, un giornalista chieda di intervistare il Comandante dell'Unità nell'ambito della quale l'evento si è verificato. Supponiamo, anche, che la richiesta del giornalista è pressante perché deve montare (TV-radio) o spedire (agenzia-quotidiano) il pezzo e non ha tempo che si compia l'iter per ottenere l'autorizzazione all'intervista.

Cosa è bene sapere
E' bene sapere che, se si rifiuta l'incontro, il pezzo deve comunque uscire e il giornalista, non avendo una dichiarazione del Comandante, ha piena facoltà di riportare dei "sentito dire" che distorcono la realtà, oppure addirittura riportare il sospetto che ci sia qualcosa da nascondere. Il problema sembra non avere soluzione. Invece la soluzione c'è. Vediamo, passo per passo, come fare. Supponiamo che si abbia a che fare con la televisione (La più spietata per l'intervistato). Definire l'esigenza

La soluzione
Il Comandante (meglio se è l'addetto stampa) contatta il giornalista e chiede quale sia l'esigenza. Normalmente il giornalista risponderà: "Ho bisogno di una sua dichiarazione da inserire nel mio pezzo". Risultato d'immagine: positivo (Il giornalista non si vede rifiutato, ma vede "aprire una porta").

Creare l'opportunità
Il Comandante spiega che, per rilasciare un'intervista ufficiale deve chiedere l'autorizzazione e potrebbe trascorrere del tempo, ma le norme di buona educazione gli impongono di rispondere a una domanda, se l'incontro avviene per caso. Gli dice quindi che ad una certa ora dovrà uscire dalla base per motivi di servizio. (In questo caso, non programmato e non autorizzato, l'incontro deve avvenire fuori delle "acque territoriali"). E' bene evitare di chiedere quale sarà la domanda: si darebbe l'impressione di insicurezza. Risultato d'immagine: positivo (Il giornalista avverte che lo si vuole mettere nelle condizioni di assolvere il compito).

Preparare l'incontro
Il Comandante, insieme con i suoi più stretti collaboratori, prepara la dichiarazione e le frasi (Note di linguaggio) che lui vuole far arrivare all'opinione pubblica, quali che siano le domande. Queste devono contenere messaggi che diano all'opinione pubblica l'impressione che: il Comandante è un uomo preparato, serio, capace, del quale fidarsi e che merita l'incarico che ricopre; tutti i dipendenti del Comandante sono preparati professionalmente e addestrati ad assolvere il compito affidato; l'Istituzione ha dettato delle precise regole di comportamento che sono sempre rispettate, se qualcuno non l'ha fatto ne risponderà; se la questione è in mano alla Magistratura non si possono fare altre dichiarazioni senza violare il segreto istruttorio. Con l'aiuto dei collaboratori, inoltre, il Comandante cerca di prevedere tutte le domande più cattive e quelle che possono cercare d'innescare la polemica e su queste prepara ulteriori risposte e atteggiamenti da tenere.

L'incontro
Il Comandante esce in macchina con autista dalla porta carraia della base, il giornalista lo vede e gli porge la prima domanda infilando il microfono nel vano del finestrino aperto. Il Comandante apre la portiera, scende dalla macchina, chiude la portiera (Un uomo sicuro di sé non ha bisogno di tenersi riparato dentro la macchina e nemmeno di prepararsi la via di fuga tenendo lo sportello aperto) e tende la mano al giornalista presentandosi. Il giornalista, che tiene tutt'e due le mani impegnate dal microfono e dal taccuino, dovrà liberare, con difficoltà, la mano destra per stringere quella del Comandante (Primo messaggio subliminale di dominanza). Quando il giornalista fa la domanda, il Comandante lo guarda fisso negli occhi (Secondo messaggio) e non si cura della telecamera.

Pacatezza
Terminata la domanda, che sarà 90 volte su cento generica, il Comandante con pacatezza risponde inserendovi il messaggio principale che ha preparato in precedenza. La pacatezza s'impone per due motivi: dare l'impressione di essere sicuro di sé e allungare i tempi (Un servizio televisivo non dura più di due minuti e l'apparizione del Comandante nel servizio durerà al massimo 15 secondi). Di norma, dopo una o due repliche il giornalista si ritiene soddisfatto. Se non accade, non bisogna scappare, ma mantenere saldamente la posizione. Bisogna sapere, piuttosto, che il giornalista cercherà di mettere in difficoltà l'intervistato. A questo punto occorre evitare di farsi trascinare in polemiche, inserendo ancora una delle frasi preparate, evitare di dare risposte a domande che hanno connotazioni politiche, pregando il giornalista di rivolgerle alle sedi politiche opportune.

Il testimone
In tutto questo, il Comandante deve essere assistito da un suo ufficiale, il quale si colloca dietro il giornalista (Non affianco al Comandante né dietro la telecamera) e ha due compiti: registrare l'intervista con un portatile e annuire alle risposte del Comandante per dargli sicurezza.

L'atteggiamento
Deve far trasparire pacatezza, educazione e fermezza. E soprattutto calma. Se si dà l'impressione di essere nervosi, infatti, si perde gran parte della credibilità e si presta il fianco alle critiche.

Il dopo
Al rientro, il Comandante relaziona ai superiori l'evento "casuale", prima telefonicamente, poi per iscritto, riportando una sintesi delle risposte date.



Giovanni Bernardi