Prosa

Duminica

Giovanni Bernardi, 2008

All’incrocio tra via Tieri e via Cassia c’è un mendicante che, invece di chiedere soldi, saluta le persone che si fermano al semaforo. E’ discreto e ha una dignità che pochi mendicanti dimostrano. Non mi piace dare soldi ai mendicanti dei semafori. A lui, quindi, non gliene ho mai dati. Qualche volta una sigaretta. Qualche volta un semplice saluto. E lui sempre con lo stesso sorriso e la stessa dignità salutava.

Tempo fa decisi di fare di più. Scovai nell’armadio e nella scarpiera un giaccone quasi nuovo e un paio di scarpe anch’esse quasi nuove. Avevo indossato il giaccone forse quattro o cinque volte e le scarpe pure. Decisi di portarglieli. “Buni, buni” mi diceva mentre glieli mostravo. Capii che era romeno.

Passo spesso per quell’incrocio e non gli ho mai visto quel giaccone e quelle scarpe addosso. Ho pensato che fosse un gran furbo: forse se li era venduti. Così qualche giorno fa, mentre ero fermo al semaforo, gli ho chiesto: “Ma il giubbotto e le scarpe che ti ho dato io non li metti?”. Mi ha risposto: “Duminica”.

Li indossa la domenica.

E io mi sono vergognato per avere pensato così male di lui.